Un post che dovevo scrivere da tanto
<premessa>
Con più di venti giorni di ritardo mi son finalmente deciso a scrivere questo post qui.
L’ho iniziato e puntualmente cestinato non so quante volte, tant’è che ad un certo punto m’era passata quasi la voglia di scriverlo questo post qui. Solo che poi mi son detto che questo post qui era troppo importante e allora mi son riseduto al Mac ed eccomi qui, per l’ennesima volta, a tentare di scriverlo.
Questo post qui, dicevo, è un po’ che avrei dovuto scriverlo, sia per una questione di tempi che di coerenza.
Le tante cose da fare, la stanchezza e la pigrizia hanno fatto sì che in questi venti giorni abbondanti procrastinassi di continuo la scrittura di questo post qui.
Oggi però, complice un solitario pomeriggio casalingo, mi son ripromesso di scrivere questo post qui.
Che se non lo scrivo poi, per coerenza, come dicevo, non posso scrivere più niente.
Comunque, cerchiamo di venire al dunque, che ultimamente mi sembra di non saper più scrivere (premesso che io abbia mai saputo scrivere) e di essere diventato un po’ ridondante (che poi, può uno diventare ridondante? O è il suo modo di scrivere che diventa ridondante? Mah, non lo so).
</premessa>
Un tardissimo sabato sera di inizio novembre, non riuscendo a dormire, perdevo un po’ di tempo su Google Reader. Tra gli unread items ho scovato un post scritto da Luisa Carrada sul suo Blog del mestiere di scrivere. Il post parlava della difficile situazione dei giovani precari intellettuali d’Italia, delle loro fatiche, dei loro progetti e dei loro sogni (spesso irrealizzabili). Alla fine del lungo e interessantissimo articolo Luisa ha citato un annuncio di Cristiano Callegari (alias Zio Burp), il quale ricercava uno stagista da inserire all’interno dell’agenzia di comunicazione in cui lavora:
In Ambito 5 c’è aperta una posizione di stage di 6 mesi, sede di lavoro Milano.
Si tratta di lavorare sui social network, per questo cerchiamo una persona che già “abiti” dentro la rete.
Per intenderci: se ti devo spiegare cosa è Twitter o FriendFeed, abbi pazienza ma a ‘sto giro non me lo mandare il cv.
Ora chiudo gli occhi e provo a immaginarti, futuro-a stagista.
I have a dream, insomma: lo stagista dei miei sogni.
Diamo per scontato che tu sappia usare un pc e la posta elettronica, che tu sappia scrivere in italiano corretto e che anzi scrivere ti piaccia, possibilmente parecchio. Diamo per scontato anche che tu sia una persona web2.0: che ama stare in rete, curiosare, comunicare, condividere.
Ti immaginiamo aperto di mente, curioso di indole, versatile, onnivoro culturalmente, dinamico, pronto a farsi (o rifarsi) un po’ di gavetta. Sì perché qui si lavora duro. Ma si impara parecchio. E spesso ci si diverte pure.
Torniamo a noi, stagista dei miei sogni.
Se te la cavi con l’inglese e smanetti anche con la tecnologia, beh tanto meglio: ti troveremo più cose da fare!
A proposito, già: di cosa ti occuperai ad Ambito5?
Di tante cose che se vivi in rete, probabilmente fai già tutti i santi giorni. Con la differenza che qui le farai con un account e una voce non tue, ma di un’azienda: leggere i blog, scrivere un blog (o due o tre), twittare, fare amicizia su Facebook, seguire le conversazioni su FriendFeed, “favare” foto su Flickr, taggare video su YouTube, scandagliare la rete in cerca dei blogger più adatti per un evento (una sfilata di moda, la prima della Scala, un rave party) e molto altro ancora.
Ebbene, più assomigli a questo sogno, più non tardare oltre: manda il tuo cv a info@ambito5.com.
All’inizio ho pensato di sognare. Cercavano me. Sì, la prima cosa che ho pensato è che cercavano me. Proprio me.
Senza aspettare altro, nel pieno della notte, ormai completamente sveglio, ho mandato un’incredibile quanto spudorata e-mail a Cristiano.
Cristiano, la domenica mattina, per nulla infastidito, mi ha gentilmente risposto e, dopo un piccolo scambio di e-mail, mi ha fissato un chiamalo se vuoi colloquio di lavoro.
Il colloquio, il venerdì dopo, è andato benissimo, tant’è che m’hanno subito comunicato di avere scelto il sottoscritto per il posto (scrissi un post molto criptico al riguardo).
Il resto è un po’ storia recente, almeno per me.
Dal primo dicembre sono a tutti gli effetti uno stagista di Ambito 5 e mi occupo di copywriting, editing, web 2.0 e social media al fianco di Cristiano.
L’ufficio è in centro a Milano, zona Conciliazione.
I miei nuovi colleghi sono decisamente simpatici, cortesi e molto disponibili.
Dopo un mese posso tranquillamente affermare di aver avuto un gran culo. Ma proprio grande.
C’è da dire che penso di essermela anche un po’ meritata quest’opportunità visto che di sacrifici ne ho fatti tanti, tra porte in faccia e calci in culo ho perso ormai il conto e che al momento, oltre all’università, faccio due lavori.
Adesso le mie giornate sono indubbiamente piene e frenetiche.
Fino a fine febbraio sarò impegnato tra Ambito 5 e McDonald’s, poi si vedrà.
Per il momento a me va bene così. Molto bene.

