Un post che dovevo scrivere da tanto

sabato 02 gennaio 2010

<premessa>
Con più di venti giorni di ritardo mi son finalmente deciso a scrivere questo post qui.
L’ho iniziato e puntualmente cestinato non so quante volte, tant’è che ad un certo punto m’era passata quasi la voglia di scriverlo questo post qui. Solo che poi mi son detto che questo post qui era troppo importante e allora mi son riseduto al Mac ed eccomi qui, per l’ennesima volta, a tentare di scriverlo.
Questo post qui, dicevo, è un po’ che avrei dovuto scriverlo, sia per una questione di tempi che di coerenza.
Le tante cose da fare, la stanchezza e la pigrizia hanno fatto sì che in questi venti giorni abbondanti procrastinassi di continuo la scrittura di questo post qui.
Oggi però, complice un solitario pomeriggio casalingo, mi son ripromesso di scrivere questo post qui.
Che se non lo scrivo poi, per coerenza, come dicevo, non posso scrivere più niente.
Comunque, cerchiamo di venire al dunque, che ultimamente mi sembra di non saper più scrivere (premesso che io abbia mai saputo scrivere) e di essere diventato un po’ ridondante (che poi, può uno diventare ridondante? O è il suo modo di scrivere che diventa ridondante? Mah, non lo so).
</premessa>

Un tardissimo sabato sera di inizio novembre, non riuscendo a dormire, perdevo un po’ di tempo su Google Reader. Tra gli unread items ho scovato un post scritto da Luisa Carrada sul suo Blog del mestiere di scrivere. Il post parlava della difficile situazione dei giovani precari intellettuali d’Italia, delle loro fatiche, dei loro progetti e dei loro sogni (spesso irrealizzabili). Alla fine del lungo e interessantissimo articolo Luisa ha citato un annuncio di Cristiano Callegari (alias Zio Burp), il quale ricercava uno stagista da inserire all’interno dell’agenzia di comunicazione in cui lavora:

In Ambito 5 c’è aperta una posizione di stage di 6 mesi, sede di lavoro Milano.
Si tratta di lavorare sui social network, per questo cerchiamo una persona che già “abiti” dentro la rete.
Per intenderci: se ti devo spiegare cosa è Twitter o FriendFeed, abbi pazienza ma a ‘sto giro non me lo mandare il cv.
Ora chiudo gli occhi e provo a immaginarti, futuro-a stagista.
I have a dream, insomma: lo stagista dei miei sogni.
Diamo per scontato che tu sappia usare un pc e la posta elettronica, che tu sappia scrivere in italiano corretto e che anzi scrivere ti piaccia, possibilmente parecchio. Diamo per scontato anche che tu sia una persona web2.0: che ama stare in rete, curiosare, comunicare, condividere.
Ti immaginiamo aperto di mente, curioso di indole, versatile, onnivoro culturalmente, dinamico, pronto a farsi (o rifarsi) un po’ di gavetta. Sì perché qui si lavora duro. Ma si impara parecchio. E spesso ci si diverte pure.
Torniamo a noi, stagista dei miei sogni.
Se te la cavi con l’inglese e smanetti anche con la tecnologia, beh tanto meglio: ti troveremo più cose da fare!
A proposito, già: di cosa ti occuperai ad Ambito5?
Di tante cose che se vivi in rete, probabilmente fai già tutti i santi giorni. Con la differenza che qui le farai con un account e una voce non tue, ma di un’azienda: leggere i blog, scrivere un blog (o due o tre), twittare, fare amicizia su Facebook, seguire le conversazioni su FriendFeed, “favare” foto su Flickr, taggare video su YouTube, scandagliare la rete in cerca dei blogger più adatti per un evento (una sfilata di moda, la prima della Scala, un rave party) e molto altro ancora.
Ebbene, più assomigli a questo sogno, più non tardare oltre: manda il tuo cv a info@ambito5.com.

All’inizio ho pensato di sognare. Cercavano me. Sì, la prima cosa che ho pensato è che cercavano me. Proprio me.
Senza aspettare altro, nel pieno della notte, ormai completamente sveglio, ho mandato un’incredibile quanto spudorata e-mail a Cristiano.
Cristiano, la domenica mattina, per nulla infastidito, mi ha gentilmente risposto e, dopo un piccolo scambio di e-mail, mi ha fissato un chiamalo se vuoi colloquio di lavoro.
Il colloquio, il venerdì dopo, è andato benissimo, tant’è che m’hanno subito comunicato di avere scelto il sottoscritto per il posto (scrissi un post molto criptico al riguardo).
Il resto è un po’ storia recente, almeno per me.
Dal primo dicembre sono a tutti gli effetti uno stagista di Ambito 5 e mi occupo di copywriting, editing, web 2.0 e social media al fianco di Cristiano.
L’ufficio è in centro a Milano, zona Conciliazione.
I miei nuovi colleghi sono decisamente simpatici, cortesi e molto disponibili.
Dopo un mese posso tranquillamente affermare di aver avuto un gran culo. Ma proprio grande.
C’è da dire che penso di essermela anche un po’ meritata quest’opportunità visto che di sacrifici ne ho fatti tanti, tra porte in faccia e calci in culo ho perso ormai il conto e che al momento, oltre all’università, faccio due lavori.
Adesso le mie giornate sono indubbiamente piene e frenetiche.
Fino a fine febbraio sarò impegnato tra Ambito 5 e McDonald’s, poi si vedrà.
Per il momento a me va bene così. Molto bene.

Svolte

martedì 08 dicembre 2009

Ultimamente il sottoscritto latita beatamente su questo blog.
Non disperatevi troppo, non mi sono già ri-stancato della baracca.
Anzi, la amo ancor più di prima, ergo non scrivo né scriverò giusto per il gusto di farlo (per quanto, ai più, possa sembrare il contrario), ma solo quando ne avrò voglia e gli argomenti saranno degni di nota.
Comunque, dopo la doverosa precisazione che attendavate da giorni (lo so che vi sono mancato, suvvia), torniamo a noi. Dicevo, in questi giorni latito. Latito perché è iniziata una nuova fase della mia non tranquilla esistenza. Non tranquilla nel senso che ho sempre più cose da fare e sempre meno tempo per poterle fare (o almeno per poterle fare come voglio io). Ciononostante sono molto felice dei cambiamenti in atto, e spero, da qui a tre mesi, che questi possano diventare definitivi. Per il momento non posso dirvi ancora nulla, aspetto il placet dall’alto (no, questa volta Duncan MacLeod non c’entra). Che poi, nessuno mi ha vietato di parlare, ma io, per correttezza, taccio ancora per un po’.
Un indizio? L’intera vicenda è collegata a questo post.

Blocchi

mercoledì 25 novembre 2009

Se c’è una cosa brutta, per uno scrittore (o aspirante tale), è quella di voler scrivere di qualcosa (o di qualcuno) ma non riuscire a scrivere di questo qualcosa nel modo in cui si vorrebbe scrivere di questo qualcosa. Ad esempio, io è tre giorni che voglio scrivere un post sulla signora Luigina, un’arzilla settantanovenne – che abita sotto casa di mia mamma a Verona – conosciuta domenica scorsa, che, per un motivo o per un altro, non son riuscito mica a scrivere. Allora, quando succedono cose di questo genere, mi chiedo se posso aspirare sul serio a diventare uno scrittore. Poi, visto che in fondo sono un ottimista, penso che Einstein, all’inizio, non andava mica bene in matematica e mi tiro su di morale.

Shopping selvaggio

martedì 17 novembre 2009

Venerdì scorso, per motivi che ora non vi sto a dire (vi racconterò quando tutto sarà nero su bianco) sono andato a Milano. Visto che la cosa è andata più che magnificamente bene, per festeggiare, mi sono dato allo shopping selvaggio.
In attesa di pranzare con mia sorella, sono entrato nel Mondadori Multicenter in Piazza Duomo e mi sono regalato due set di taccuini Moleskine: un set formato da due taccuini pocket, uno rosso e uno bordeaux, e un altro set con gli stessi due taccuini, però in versione extra small.
La cosa bella è, però, che pur avendo una quantità incalcolabile di taccuini e agende, all’atto pratico ne uso solo due: la (da me ribattezzata) Traveller quando viaggio e un semplice taccuino a pagine bianche che solitamente usavo portarmi in giro.
Pensate che sia finita qui? Certo che no.
Visto che mia sorella, proverbialmente svizzera in fatto di orari (è ironica la cosa, si capisce?), tardava ad arrivare, sono rientrato nella Mondadori e, come attratto da un’invisibile calamita, sono andato nell’ottimamente fornito reparto Apple.
Oltre a vedere il nuovo MacBook in policarbonato, che è incredibilmente figo, ho finalmente trovato l’adattatore Mini-DVI/VGA per collegare il MacBook al Sony Bravia. Ebbro di gioia per la positiva giornata, l’ho comprato e vada via al cul.
Risultato: ho tre nuove moleskine (la rossa extra-small l’ho regalata a Franzin) e ora posso vedere i porno e i film scaricati da aMule scrivere, leggere e cazzeggiare direttamente su un 32″.
Anche questa volta pensate che sia finita qui? No miei cari, vi sbagliate.
Domenica sera, per finire in bellezza il mio week-end di acquisti, mi sono regalato un nuovo dominio, liuzzi.co.uk. La scelta è stata facile, per due precise ragioni: la prima è che volevo un dominio .co.uk praticamente da sempre e la seconda è che volevo un dominio cognome.ext così da crearmi un indirizzo e-mail nome@cognome.ext che fa molto figo. 2+2=4 e il dominio si è pressoché scelto da solo.
Tra le altre cose, avendo preso la cattiva abitudine di mettere mano ai DNS, liuzzi.co.uk redirige a www.marcoliuzzi.com e il mio nuovo indirizzo e-mail personale (personale inteso come al di fuori di blog, tumblr e similari) è marco@liuzzi.co.uk (gestito tramite Google Apps). Beh, ora che ve l’ho detto, potete tranquillamente ignorare il tutto.

Incipit

lunedì 16 novembre 2009

Il 9 novembre, come promesso, ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo (quello che spero mi renda ricco e soprattutto famoso).
Poi, non soddisfatto da quanto scritto, ho cancellato tutto.
Stanotte invece, con Franzin che dormicchiava accanto a me nel letto, ho scritto di getto l’incipit.
E quello che ho scritto mi è piaciuto.
Quello che vi propongo qui di seguito è l’inizio della prima pagina.

La pioggia cadeva ancora quando la bidella entrò in classe. Pioveva fin dalla sera prima e tutto lasciava supporre che sarebbe andata avanti per tutto il giorno e forse anche per quello successivo.

Non è granché, ma siamo solo all’inizio.

Si parte. Si spera.

sabato 07 novembre 2009

Visto che ormai è più di un anno che vado ripetendo a morosa, familiari e amici che diventerò ricco e famoso scrivendo un libro, ho deciso che il momento è proficuo per iniziare a scrivere la mia opera prima. Nel frattempo mi sono procurato gli attrezzi del mestiere: moleskine intonsa e StoryMill, software per novelli scrittori (su Mac).
I lavori inizieranno presumibilmente o il 9 o il 10 di questo mese, cioè dopodomani. Perché? Perché sono fatti miei. O forse, se ne avrò voglia, lo racconterò poi. Comunque, state allerta. Capiterà, forse, che vi faccia leggere qualcosa in anteprima, che vi chieda consigli o suggerimenti. Così, un giorno non troppo lontano, potreste dire di conoscere quel famoso, giovane (genio e) romanziere e di aver partecipato, non tanto indirettamente, alla stesura del suo primo best-seller.

Il passato bussa alla porta, tu chiedi chi è ma non apri

giovedì 05 novembre 2009

Capita, mentre sei in chat con tua una compagna delle elementari che non sentivi da un decennio esatto e che ti ha ritrovato grazie a Facebook, che ti scriva una tua ex. Ma non una tua ex qualsiasi, la tua prima ex. La prima ex di cui tu abbia memoria. La prima che hai pensato, quasi follemente sul serio, di voler sposare. Quella che ti ha detto, illuminata dalle sole stelle, che la sua prima volta sarebbe stata con te. Quella che la vostra storia è finita per incomprensioni, per colpa di persone che sapevano poco e parlavano tanto. Sta di fatto che questa tua ex ti scrive. Esordisce con un “sei proprio folle!” e tu, che non le hai mai portato rancore (a pensarci bene non hai mai portato rancore a nessuno, pigro come sei anche nel portare rancore), le rispondi bonariamente, fingendo che le male parole che lei ti ha detto in tutti questi anni, o meglio, quelle che non ti ha detto ma che ha pensato dopo aver rimosso tutte le cose belle passate insieme, non siano mai state pensate, pronunciate, scritte. Lei prosegue dicendoti di aver dato un’approfondita occhiata al tuo blog, alla tua biografia, alla tua agenda virtuale. Lei conosce gran parte della tua vita. Gliel’hai raccontata tu, quando sotto le stelle, volevi che non ci fossero segreti tra di voi. Non te l’aspetti così loquace, ne è consapevole anche anche lei. E’ sempre stata una di poche parole, al contrario tuo. Ma tu non sei uno di tante parole nel senso negativo dell’espressione; lo sei perché ami parlare, raccontare, scrivere. Vorresti che questo diventi il tuo lavoro. Lei questo lo sa perché lo ha letto. E quando meno te l’aspetti, ti sorprende. Fa cadere ogni invisibile barriera dicendoti “sai che scrivi veramente bene?” e tu, lì per lì, sai dirle solo “beh, grazie!”. Ma ciò che ti sorprende è quello che ti dice dopo. Dice di aver riletto le innumerevoli lettere che le hai scritto e di essersi commossa davanti al tuo saper mettere le parole una in fila all’altra e di aver capito che forse tu non hai le colpe per le quali lei non ti ha parlato negli ultimi cinque anni. Tu, che sei un egocentrico narciso, non puoi che essere felice di questo cambiamento in lei. Poi, fermandoti un attimo a pensare, ti rendi conto che per quanto ti faccia piacere questa nuova piega del vostro rapporto, o meglio, questo vostro nuovo rapporto, non ti cambia la vita. Non più. Forse una volta, ma adesso no. Ti fa piacere la cosa, questo è indubbio, ma adesso questo non è più un conto aperto con una storia del passato che ti ha fatto male. E’ solo una storia che forse un giorno verrà scritta, a beneficio di qualche disilluso romantico. Ora, il presente e il futuro hanno il volto di una splendida bionda che sonnecchia sulla tua poltrona con la coperta tirata fin su i capelli. Poi, mentre saluti il passato che è tornato a farsi vivo, mediti se raccontare o meno alla bionda della conversazione. In fondo potrebbe darle fastidio. Ma è un attimo e subito pensi a come, fino ad un po’ di tempo fa, una cosa del genere, ti avrebbe provocato enormi cataclismi emozionali. Ora no, sei cambiato. E questo sicuramente non può darle fastidio. Ora c’è lei. E questo è il motivo per cui sei cambiato. Perché dirle della conversazione? Lei merita il meglio di te, l’ha sempre meritato. E tu non sempre sei riuscito a darglielo. Ora però vuoi rimediare e rifletti. Rifletti su come darle il meglio, in questa situazione. Rifletti. Rifletti e poi inizi a scrivere di getto, in una fredda notte d’inizio novembre, sapendo che questo è il meglio che puoi offrirle. Oltre al tuo incondizionato amore e ad una gita al lago di Varese.

Urban Sketchers

mercoledì 04 novembre 2009

Questa mattina, grazie a questo post di Luisa Carrada sul suo Blog del Mestiere di Scrivere, ho trovato lo splendido Urban Sketchers, un blog collettivo (si parla di 100 autori, per quanto il termine autore sia puramente indicativo) dove artisti da ogni parte del mondo disegnano giorno per giorno le città in cui vivono, lavorano e viaggiano.
Dei molti taccuini che ho sbirciato, un gran quantità sono indubbiamente Moleskine. La cosa non fa altro che confermare il fatto che le Moleskine siano i taccuini degli artisti (quindi anche io, come logica ma non tanto credibile conseguenza, sono un artista).
Ah, ovviamente non potevano mancare i disegni direttamente da Edimburgo (questo il feed).

A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei

lunedì 02 novembre 2009

guardandoci

Le stavo dicendo che è proprio una gran figa.
E che sono fortunato a stare con lei.

Mentitore che non sono altro.
Le stavo chiedendo se una volta tornati a casa avremmo fatto all’amore.

Charlieskine

venerdì 30 ottobre 2009

Visto che se ne sentiva proprio la mancanza (certo, come no), questo blog adesso ha anche una moleskine (virtuale, ovviamente).
Devo dire che il nome, Charlieskine, è proprio carino.
L’intera baracca, di là, sta su grazie a Tumblr. Se vi va, abbonatevici al feed.